2025 -
Sanità
La REMS di Reggio Emilia è una struttura riabilitativa inserita nel Programma Nazionale per il superamento degli OPG e rappresenta uno dei primi modelli tipologici di riferimento italiano.
Il progetto ha riguardato la progettazione architettonica, strutturale e impiantistica dell’edificio, sviluppando una struttura capace di integrare requisiti di sicurezza, qualità abitativa e funzione terapeutica all’interno di un unico sistema coerente.
La definizione degli spazi prevede il superamento di configurazioni puramente detentive a favore di un’organizzazione residenziale controllata. Il concetto di “mini alloggio” ha orientato la progettazione delle camere e degli spazi comuni, con l’obiettivo di coniugare esigenze di sicurezza, gestione sanitaria e percorso riabilitativo.
La struttura è dimensionata per 30 pazienti. Le camere sono organizzate come unità autonome dotate di servizi, progettate per garantire controllo, supervisione e adeguate condizioni di permanenza nel rispetto della funzione istituzionale della struttura.
Il progetto ha affrontato in modo integrato gli aspetti strutturali e impiantistici, con particolare attenzione alla sicurezza dei pazienti e degli operatori. I dispositivi di controllo e protezione sono stati sviluppati evitando soluzioni invasive e mantenendo coerenza con l’impostazione residenziale.
Le scelte impiantistiche sono state orientate al contenimento energetico e all’impiego di fonti rinnovabili, con attenzione alla facilità di manutenzione e alla gestione nel tempo.
I materiali sono stati selezionati per garantire durabilità, comfort acustico e qualità degli ambienti destinati alle attività riabilitative.
L’intervento è stato seguito anche nella fase esecutiva attraverso la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza, assicurando coerenza tra progetto e realizzazione e controllo delle attività di cantiere.
Foto: Politecnica
La REMS di Reggio Emilia è una struttura riabilitativa inserita nel Programma Nazionale per il superamento degli OPG e rappresenta uno dei primi modelli tipologici di riferimento italiano.
Il progetto ha riguardato la progettazione architettonica, strutturale e impiantistica dell’edificio, sviluppando una struttura capace di integrare requisiti di sicurezza, qualità abitativa e funzione terapeutica all’interno di un unico sistema coerente.
La definizione degli spazi prevede il superamento di configurazioni puramente detentive a favore di un’organizzazione residenziale controllata. Il concetto di “mini alloggio” ha orientato la progettazione delle camere e degli spazi comuni, con l’obiettivo di coniugare esigenze di sicurezza, gestione sanitaria e percorso riabilitativo.
La struttura è dimensionata per 30 pazienti. Le camere sono organizzate come unità autonome dotate di servizi, progettate per garantire controllo, supervisione e adeguate condizioni di permanenza nel rispetto della funzione istituzionale della struttura.
Il progetto ha affrontato in modo integrato gli aspetti strutturali e impiantistici, con particolare attenzione alla sicurezza dei pazienti e degli operatori. I dispositivi di controllo e protezione sono stati sviluppati evitando soluzioni invasive e mantenendo coerenza con l’impostazione residenziale.
Le scelte impiantistiche sono state orientate al contenimento energetico e all’impiego di fonti rinnovabili, con attenzione alla facilità di manutenzione e alla gestione nel tempo.
I materiali sono stati selezionati per garantire durabilità, comfort acustico e qualità degli ambienti destinati alle attività riabilitative.
L’intervento è stato seguito anche nella fase esecutiva attraverso la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza, assicurando coerenza tra progetto e realizzazione e controllo delle attività di cantiere.
Foto: Politecnica