Il progetto Posta di Fann, vincitore di un concorso internazionale, riguarda la realizzazione di una torre multifunzionale pensata per integrare funzioni diverse all’interno di un unico organismo architettonico.
L’intervento lavora su una chiara distinzione tra i due affacci: verso sud-ovest si sviluppa la parte residenziale, orientata verso il quartiere di Fann e il litorale oceanico; verso nord-est si concentrano invece gli spazi direzionali e commerciali.
La configurazione dell’involucro nasce dal dialogo tra due materiali principali, cotto e vetro, che definiscono l’immagine dell’edificio. Il progetto della facciata è stato sviluppato secondo principi bioclimatici, con una doppia pelle capace di proteggere gli ambienti interni dall’irraggiamento solare e di migliorare il comfort negli spazi.
In combinazione con l’orientamento dell’edificio e con la ventilazione naturale favorita dalla brezza marina, queste soluzioni rendono gli ambienti più fruibili e riducono il fabbisogno di protezione artificiale.
Render: Stefano Barbieri
Il progetto Posta di Fann, vincitore di un concorso internazionale, riguarda la realizzazione di una torre multifunzionale pensata per integrare funzioni diverse all’interno di un unico organismo architettonico.
L’intervento lavora su una chiara distinzione tra i due affacci: verso sud-ovest si sviluppa la parte residenziale, orientata verso il quartiere di Fann e il litorale oceanico; verso nord-est si concentrano invece gli spazi direzionali e commerciali.
La configurazione dell’involucro nasce dal dialogo tra due materiali principali, cotto e vetro, che definiscono l’immagine dell’edificio. Il progetto della facciata è stato sviluppato secondo principi bioclimatici, con una doppia pelle capace di proteggere gli ambienti interni dall’irraggiamento solare e di migliorare il comfort negli spazi.
In combinazione con l’orientamento dell’edificio e con la ventilazione naturale favorita dalla brezza marina, queste soluzioni rendono gli ambienti più fruibili e riducono il fabbisogno di protezione artificiale.
Render: Stefano Barbieri